Arte Knit: Emily Barletta e l’ordine applicato al caos di idee e materiali
Emily Barletta è un’artista di Brooklyn, esperta di fiber arts, che con l’ uncinetto realizza riproduzioni di mondi microbiologici, organi, vene, sangue e batteri; una scelta dettata dal costante pensiero della sua malattia alla colonna vertebrale che l’ha portata a concepire l’arte come forma di esplorazione dei suoi sentimenti e dei suoi problemi di salute. Nel corso del tempo le sue idee concettuali si sono sviluppate e modificate, plasmate quasi sulle inadeguatezze del corpo trovando nell’arte il mezzo per esprimere quello che realmente viveva giorno per giorno.
I colori sgargianti e le textures luminose però, non cedono il passo al senso del macabro e al primo sguardo, fanno sembrare le opere elementi vegetali o sottomarini; il colore rosso, in particolare, sembra l’unico ad avere senso per l’artista, tutti gli altri colori passano in secondo piano.
Naturalmente inserita nel variopinto filone delle arti trasversali, che tanto successo hanno avuto negli ultimi anni, Emily è ben distante dai rudimenti di ricamo appresi nella sua infanzia, quando dodicenne imparava dalla mamma e da una vicina a lavorare a punto croce e crochet, applicando poi la tecnica del collage, come racconta Emily in questa intervista
“Ho trascorso gran parte della mia infanzia tra ricami a punto croce, coperte all’uncinetto, perline, e facendo ogni sorta di lavori di bricolage. Poi mi sono resa conto che queste tecniche potevano essere applicate all’arte”
Il bello dell’uncinetto è poter estendere il lavoro senza nessuno schema di riferimento. Una casualità sorprendente, non pianificata.
L’artista lavora il filato e gli altri materiali secondo l’istinto e l’umore, li organizza, e solo in un secondo tempo li assembla. A questo punto, dopo mesi o addirittura anni, il lavoro è finito e non si può tornare indietro.
L’artista descrive così il suo lavoro:
“Non è intenzionale. E ‘una lotta. Non voglio forzare i materiali per creare forme intuitivamente innaturali. Prima di creare la forma, la immagino come una sorta di esplosione del caos e applicando l’ordine alle idee, le costringo a prendere forma, pur cercando di mantenere la mia idea originale di caos. Idee e materiali lottano,e di solito l’ordine prende il sopravvento e vince. Questo è il mio concetto di bello, è il controllo e l’ordine.”
















