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Pensieri, uno dopo l'altro, come maglie su un ferro. Il mio mondo in equilibrio tra tecnologia e tradizione, filò e nuovi media.

E’ il momento di tricottare il mondo!

Si chiamano Yarn Bombers e decorano strade, panchine, alberi e qualsiasi arredo urbano di tricot e crochet colorato!

La Yarn Bombing è la nuova tendenza che si sta diffondendo in molte grandi città americane ed europee. Proprio come gli artisti dei graffiti di vernice spray lasciano enormi murales nelle aree urbane, una nuova generazione di artisti (molto meno dannosi per i nostri monumenti!) lasciano al loro passaggio tracce di maglieria artigianale, gigantesche opere che ricoprono cartelloni pubblicitari, muri, statue e, addirittura, gli autobus.

“Se fossimo inglesi avremmo tutti dei cozies (copriteiere) con cui coprire le teiere, ma siamo a New York  e quindi abbiamo dei cozies per i parchimetri” questo il commento del New York Times presentando questa nuova forma espressiva.

Da New York a Londra a Stoccolma, sta nascendo una nuova, radiosa vita tra i paesaggi urbani del mondo.

Mentre la maggior parte dell’arte urbana è appannaggio di artisti maschi, la maggior parte dei Yarn Bombers sono di sesso femminile.

Ad Austin, Texas, c’è Magda Sayeg, il suo gruppo, ‘Knitta, please’, ha recentemente coperto 99 tronchi d’albero con elaborati cozies in maglia a colori sgargianti.

Nei Paesi Bassi, le signore della Knitted Landscape (maglia Paesaggio) coprono di rose a maglia le strade cittadine dissestate o i nidi di uccelli abbandonati su vecchie grondaie arrugginite.

A Stoccolma, il gruppo Masquerade vive di notte; i partecipanti coprono i segnali stradali e i cartelloni pubblicitari con stravaganti e coloratissimi patterns lavorati a maglia.

Anche in Italia si vedono i primi segnali di questa tendenza, Knittami è uno dei primi esempi italiani di questo movimento e si propone di ‘colorare la città con filati, ferri e uncinetti’, raccogliendo all’interno del blog le foto che gli Yarn Bombers italiani vorranno inviare!

Insomma, una tendenza artistica concreta e diffusa che ha portato Sarah Gonzalez, professionista nel campo della produzione cinematografica, ad utilizzare la sua esperienza per debuttare come regista con un documentario proprio sul fenomeno Yarn Bombing, Yarn Graffiti Documentary, coinvolgendo come produttore il regista John Moore.

Yarn Bombing come forma d’arte emergente, quindi.

Immaginate di essere stati a San Francisco quando Ginsberg ha dato il via al movimento Beat, o a fianco dei Fratelli Lumière, quando girarono il primo film

L’obiettivo di Sarah Gonzalez è far conoscere ed apprezzare questo movimento, affinché possa continuare a crescere e, un giorno, essere riconosciuto come arte a tutti gli effetti.

Se volete ulteriori informazioni sul progetto Yarn Graffiti visitate il blog IndieGoGo dove potrete anche contribuire economicamente alla raccolta fondi per la realizzazione e  promozione del film.

 

Ragazzi, questo è il momento di tricottare il mondo!

 

 

 

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