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L’anno più straordinario

alba nuovo anno 2015
 
31 dicembre. Oggi questo 2014 volge al termine.
E’ stato l’anno più straordinario della mia vita.
Extraordinarius, extra «fuori» e ordo -dĭnis«ordine»: non ordinario, che esce dall’ordinario, dal solito, dal normale o dal comune.
Non eccezionale, favoloso, formidabile.
Non nell’eccezione positiva del termine.
Straordinario.
L’epilogo di situazioni partite prima…prima dell’inizio di questo 2014.
In effetti, pensandoci, l’anno è iniziato il 4 marzo. Prima c’è stato l’indefinito, l’attesa, la speranza disillusa.
Mia madre il 4 marzo è morta. Non mancata, non ci ha lasciati. E’ morta.
E morendo ha azzerato la mia distanza dalla morte stessa. L’ha resa definitivamente e concretamente parte della mia vita. Non c’è stato un giorno, da allora, che sia passato senza che io abbia pensato a lei.
Senza avere il suo viso immobile davanti agli occhi, il suo corpo che non aveva resistito alla malattia, sotto le dita. L’immagine degli istanti confusi e robotici del dopo, la strana normalità di spogliarla, prepararla, rivestirla. Il restituire un po’ di quello che lei mi aveva dato. Cercando di fermare le immagini, anche quelle che riguardavano solo l’involucro del suo corpo, ormai vuoto di quello che lei era.
Di quello che lei è.
Ci sarebbero parole da scrivere, da riportare alla luce, ma questo non è ancora il tempo.
Dopo, tutto è stato diverso. E lo sarà fino a che non ci rivedremo, in cucina, a farci caffè, chiacchierare e litigare.
Mi accorgo scrivendo che tutto il resto, tutto quello che pensavo di dover scrivere in queste riflessioni di fine anno, sembra perdere valore, senso e spessore.
Invece no, ci sono altre cose da dire per definire la straordinarietà di questo 2014.
Non sono mai stata una ragazza trendy; ho sempre avuto fondamentalmente un mio modo di vedere le cose, un carattere definito (e si sa, chi ha carattere, il più delle volte ce l’ha pessimo), un mio modo del tutto personale di interpretare le tendenze.
Se faccio un bilancio della mia vita mi accorgo di aver spessissimo intuito quello che sarebbe stato trendy in un immediato futuro, pur senza adeguarmi completamente alle mode del momento, cavalcando si le tendenze, ma cercando di interpretarle con una visione del tutto personale.
A volte il mio essere legata a ideali e miti del passato mi ha fatto essere anche decisamente fuori moda. Ma si sa, come anche l’orologio fermo segna l’ora esatta due volte al giorno, anche per me, al ritorno di questa o quella tendenza, arrivava il momento di trovarmi sulla cresta dell’onda.
Non ha fatto eccezione nemmeno l’ambito lavorativo, nel quale, negli ultimi venti anni ho investito molto in formazione e aggiornamento. Mio malgrado, mai come in questa ultima parte dell’anno mi sento, proprio in quest’ambito, decisamente attuale, sul pezzo, pertinente.
Già, perché da qualche settimana ho passato la barricata. Da lavoratrice dipendente, da sempre a tempo indeterminato, quindi a pieno titolo apparentemente super protetta dalle normative in ambito lavorativo, mi sono trovata in due (dico 2) ore ad ingrossare le fila dei disoccupati italiani.
Cos’è accaduto?! La società per cui lavoravo, e dalla quale, nonostante i miei tanti interessi e progetti, percepivo la quasi totalità del mio reddito, mi ha comunicato l’intenzione di procedere al mio licenziamento per ‘chiusura ufficio ed esternalizzazione delle attività ivi svolte’.
Con effetto immediato.
Ecco quindi che, dalla consegna della lettera di licenziamento alla definitiva uscita dall’azienda sono passate due ore. Punto. E a capo.
Lo spirito positivo non è mai venuto meno, anzi credo fermamente che mi sia stata offerta una grande opportunità per mettere a frutto competenze ed esperienza in autonomia, per qualcosa di unicamente mio.
L’occasione per reinventarsi.
Questo è il mio preludio al 2015.
Ci sono i presupposti per partire carichi di energia e aspettative. Senza dimenticare quello che è stato, ma abbandonando tutta la ruggine che impedisce i movimenti.
Fede, è quanto mi ha lasciato mia madre. La base di tutto quello che potrà arrivare. Intesa come fiducia, desiderio, completo abbandono alla convinzione che il mio pensiero possa tramutarsi in qualcosa di reale. Non interferenza con la realtà attuale delle cose, ma mutamento vero in qualcosa di diverso.
Liberazione da situazioni pesanti, arrivata tramite un forte desiderio di riscossa, pur inconscio, ma mai silenzioso dentro di me.
Potrei fare una lista di cose degne di essere ricordate, di persone da ringraziare, anche per non esserci state, per non avermi trasmesso empatia, perché così facendo mi hanno aiutata a vedere più chiaro.
A capire quello che dovrà essere tenuto e quello che è destinato ad essere buttato.
Invece non farò liste.
Il 2015 sarà di svolta.
La mia vita non è già più la stessa. Ma io sono padrona del mio destino, capitano della mia anima.
 
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