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Pensieri, uno dopo l'altro, come maglie su un ferro. Il mio mondo in equilibrio tra tecnologia e tradizione, filò e nuovi media.

Paese che vai…pecorella che trovi…

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E’ stata proprio una piacevole sorpresa!  Parliamo oggi della manifestazione  “SUL FILO DI LANA”, evento che si e’ svolto domenica 22 settembre a Foza, piccolo Comune dell‘ Altopiano di Asiago. In concomitanza con le giornate della transumanza, evento che segna la fine dell’alpeggio estivo, l’Amministrazione e gli abitanti di questo piccolo Comune montano hanno voluto, con questa manifestazione, rendere omaggio alla loro storia, nella quale la pastorizia ha svolto un ruolo da protagonista.

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A  partire dal 1600 circa, la Pecora Foza era la maggior risorsa di sostentamento del luogo, divenne così importante da diventare un vero e proprio pilastro dell’economia dell’intero Altopiano; le greggi fornivano lana a tutti  i lanifici del Pedemonte ed il benessere delle comunità montane ruotava intorno ad essa.  Ma si sa’…le cose cambiano, forse anche troppo in fretta, ed in questo caso si arrivò alla pressoché estinzione della razza.

Da qui parte il lavoro di recupero della storia e della razza, fino ad arrivare all’inaugurazione, nel piccolo Museo del paese,  di una mostra permanente denominata appunto ” SUL FILO DI LANA” e allo svolgersi di eventi di piazza, che vedono le genti del luogo rivivere nei gesti di una volta , tutto quello che era legato al mondo della lana: dalla tosatura al lavaggio, dalla cardatura alla tintura, fino al gomitolo con la lavorazione del calzino, che allora regnava sovrano.

Bello vedere il fiocco di lana grezza che viene lavato (solo con acqua corrente), cardato e poi filato con tutti gli attrezzi in legno di una volta (quanta fatica però), interessante capire come veniva “rigenerata” la lana per cuscini e materassi, bellissimo comprendere tutti i passaggi dell’infeltrimento manuale della lana per poi, con tanto lavoro di “mano” arrivare al classico cappello da pastore.

Gli incontri che si fanno in queste situazioni sono i più disparati: dall’anziana signora che tricotta calzini alla velocita’ della luce, al distinto signor Vittorio, abitante dell’altopiano che per hobby  lavora al telaio, partendo dai fiocchi di lana scartati dalle pecore del vicino di casa, filando e tingendo con tutto quello che gli offre il bosco ed i prodotti della terra: un verde pistacchio con l’edera, un rosa antico con il larice, un giallo zafferano con la cipolla ed altro ancora.

Non so se anche voi provate la stessa sensazione, ma queste situazioni e questi incontri riempono un po’ il vuoto e lo smarrimento che a volte, in questo periodo un po’ travagliato, si fanno sentire.

Dai gesti di un secolo fa ad un blog, forse metaforicamente, e’ questa la strada da seguire.

Ben vengano iniziative come questa, la riscoperta e la rinascita di risorse che ci hanno permesso di essere quello che siamo, anche in un gomitolo di lana c’e’ tutta una storia da raccontare…..alla prossima allora!

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