Articoli

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Festòn a Lampedusa

“In 48-60 ore Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani”

“La Tunisia ha confermato che non partiranno più persone”

“Il governo pensa a moratoria fiscale per un anno previdenziale e bancaria almeno per un anno finalizzata a trasformarla in ‘zona franca’

“Per il turismo di Lampedusa servizi in tv pro isola di cui abbiamo incaricato Rai e Mediaset”

“Abbiamo attuato anche misure imprenditoriali. Ve ne dico una variopinta: abbiamo comprato pescherecci affinché non possano essere utilizzati per le traversate. Così quando sarò fuori dalla politica li userò io per mettere in piedi un’attività ‘per il pesce fresco’

“Suggerisco al sindaco di dotare l’isola di un po’ più di colore e di verde”

“Chiederemo per l’isola il Nobel per la pace”

“Ho comperato una villa qui”

“Lampedusa sarà sede di un casinò”

Il prossimo annuncio?! Bunga bunga per tutti!!!

 


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Zitta e disponibile

Eccoci nuovamente a leggere un’intelligente dichiarazione di una delle nostre donne politiche di maggior spicco, Alessandra Mussolini (Non ridete. Ho detto: basta ridere!)

”Non ci posso credere che la testimonial della Tim abbia veramente detto una cosa simile. Si è dimostrata poco intelligente politicamente. Spero che la Tim la licenzi immediatamente e si riprenda Belen. Ha insultato la maggioranza degli italiani che con convinzione ha votato il nostro premier, dimostrandosi poco intelligente. E lo ha fatto dopo che Berlusconi ha vinto anche sul fronte della crisi Libica.”

Per chi non lo sapesse, la nuova testimonial della Tim è Bianca Balti, modella italiana che da pochissimo ha sostituito l’inflazionatissima Belen nello spot, appunto, della Tim. La Balti in un’intervista di qualche giorno fa, aveva, a sua volta, dichiarato:

“Tutto il mondo ci prende in giro per Berlusconi. All’inizio mi incazzavo e rispondevo a chi ci attaccava: senti chi parla, voi avete Bush. Adesso cerco di ragionare e spiego che l’Italia non è solo e tutta Berlusconi.”

Certo, la Mussolini ha ragione, anche questa Balti…ma chi si crede di essere?! Solo perchè è gnocca, mica può dire tutto quello che le passa per la testa! Mica una modella si può dimostrare ‘politicamente poco intelligente’! Se una è bella, zitta deve stare. Zitta e disponibile.

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Venti di guerra

Poco più di 6 mesi fa Gheddafi arrivava in Italia per celebrare l’anniversario del trattato di amicizia tra la Libia e il nostro paese. Arrivava con un seguito di folklore, con cavalli berberi, donne amazzoni e la tenda personale che accampava nel giardino di un palazzo romano; impartiva a 500 ragazze prezzolate lezioni di Corano e ci faceva criticare da  mezzo mondo.

Oggi le carte in tavola sono totalmente cambiate. L’Italia ora è una delle nazioni in campo contro il regime libico. E quella che potrebbe avere un ruolo centrale in questo conflitto, purtroppo non solo per la posizione geografica.

Siamo passati dal baciamano a Gheddafi alla stretta di mano con Sarkosy.

Siamo in guerra? Cosa significa che ‘per il momento mettiamo a disposizione le basi’?!

Attendiamo una risposta. Seria, possibilmente.

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Work in progress

Scusate se non scrivo un post più corposo ma ho pochissimo tempo. Mi sto preparando per il ballo delle debuttanti.

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Non è possibile. O, forse, si?!

Facciamo finta, per un attimo, che il caso Ruby, mignotte e compagnia cantando, non sia mai accaduto, così come, facendo proprio finta, non ci siano mai stati i processi che vedono il nostro premier indagato e, sforzandoci al massimo, che sia addirittura una brava persona.

Ecco, in tutta questa utopica bravura, basterebbe solo la frase detta oggi dal presidente del consiglio davanti alla platea dei Cristiano Riformisi (O_O), perchè noi cittadini si abbia il diritto di chiedere le sue dimissioni

“Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori”.

E’ un concetto che mi interessa molto e che vorrei approfondire. Perchè, se posso anche essere d’accordo sul fatto che si debba aver diritto di poter scegliere la scuola che più ci sembra adatta all’educazione dei nostri ragazzi, in base ognuno alla proprie possibilità, dire che sia prerogativa della scuola di stato avere insegnanti che ‘inculcano’ qualcosa di negativo nella loro malleabile testolina, ha dell’inquietante.

La missione di educatore è una grande responsabilità, in prima battuta per i genitori, poi per gli insegnanti; gli esempi, buoni o cattivi, vengono dati in famiglia, oltre che a scuola, statale, parastatale o privata che sia.

Se la scuola pubblica ha delle lacune, ed è assolutamente indubbio che ne abbia (anche se a mio avviso, non sono esattamente quelle che preoccupano Berlusconi) la nostra classe politica, premier in primis, dovrebbe lavorare per risolverle, non affossare pubblicamente la stessa istituzione, come sembra vogliano fare il premier e la sua ministra Gelmini.

Anche perchè, se non ci saranno più le scuole di Stato, o se saranno così poco valide da non portare i nostri figli ad un grado di istruzione sufficiente per affrontare  le sfide del mondo e della vita, si condannerebbe la maggior parte di loro ad uno condizione di nuovo analfabetismo. Chi manderebbe i propri figli in una scuola che non è più in grado di insegnare? Chi veramente non avrebbe altra scelta, quindi la maggior parte delle famiglie.

Sarebbe una gravissima forma di discriminazione da parte di chi dovrebbe, invece, garantire a tutti il diritto fondamentale allo studio, e la possibilità di emergere per i propri meriti. In un paese socialmente evoluto, come dovrebbe essere l’Italia, non dovrei star qui a ribadire un concetto incerto  solo in paesi del cosiddetto Terzo Mondo.

Vabbè che siamo partiti da presupposti ipotetici, ma non credo possibile che una classe politica di maggioranza voglia questo futuro per il Paese che sta governando. O, forse, si?!

Frase topica

Gheddafi alla nazione

“Leader a vita. Non me ne andrò, morirò qui”

Svelato l’arcano. Il nostro premier non ha importato dalla Libia solo il bunga bunga.

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Fantascienza

Domenica di relax, faccio zapping, ritrovo 2012…si, proprio il film catastrofico del 2009 che immagina l’avverarsi delle profezie Maya circa la presunta fine del mondo.  Lo guardo un pò. L’ americanata apocalittica, semplicemente ridicola,  presenta un’immagine dell’Italia che, alla luce degli ultimi accadimenti in materia di politica interna, fa veramente sbellicare dalle risate.

La scena in cui i capi di stato dei paesi più importanti del mondo si presentano per imbarcarsi in gigantesche arche di Noè, è topica; pensate che l’unico non presente all’appello è proprio il premier italiano che “ha preferito rimanere in patria e affidarsi alla preghiera”…

E infatti, subito dopo, su una Piazza S.Pietro gremita di persone, compreso il nostro coraggioso capo di stato con tanto di moglie in velo di pizzo e figlio adolescente, crolla la basilica, si stacca il cupolone e rotola sui fedeli.

Ok, il film è bruttino, ma presenta un premier italiano pio e coraggioso, che preferisce rimanere a morire con il suo popolo…sarà ironia?! sarà un augurio?!

Solo questo è sufficiente per rendere il film una pellicola di fantascienza.

Il nostro, quello vero, avrebbe senz’altro una sua arca personale per salvarsi navigando verso lidi caraibici e, gli ospiti, non sarebbero di sicuro, coppie di animali.

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Punti nel vivo

Mi sa che le manifestazioni di ieri, promosse dal comitato  Se non ora quando, hanno punto qualcuno nel vivo più di quanto non ci vogliano far credere.

Lo si capisce, non solo dalle reazioni, più o meno e animate, da parte dei più devoti al premier (perchè ricordiamocelo, ha ancora tanti fedeli) che fino ad oggi non si erano preoccupati di commentare le notizie sul bunga bunga ritenendo lecito e normale che un presidente del consiglio si contornasse di puttane e le compensasse mettendole a ricoprire cariche pubbliche, ma soprattutto, dalle ‘chicche’ pubblicate oggi dai media che lo sostengono.

Il Giornale, in particolar modo, ha superato sè stesso.

Oggi pubblica la foto di un  Niki Vendola come mamma l’ha fatto, poco importa se la foto è di qualche decennio fa e il leader della sinistra si trovasse su una spiaggia per nudisti, e ancora  foto tratte da vecchi film dove Claudia Mori, ora più che sessantenne e con la terribile colpa di aver manifestato ieri, faceva intravedere il seno attraverso la camicia bagnata (tra l’altro in un film diretto da suo marito).

Inoltre articoli pieni di gratuita cattiveria contro le donne che ieri erano in piazza, descritte come mamme snaturate, che circuiscono i loro compagni, appellati come fantocci con

“….lo sguardo che hanno le mucche quando fissano un treno, con la domenica sotto ostaggio del dovere, il palloncino dell’ Uni­tà in una mano, la creatura «ammollata» dalla mamma emancipata nell’altra, gli slogan urlati nelle orecchie che li rica­tupultava indietro di almeno quarant’an­ni con quella storia dell’utero «che però, intanto, era talmente suo che adesso il bambino ce l’ho in braccio io». E c’era chi, per fare il partecipe, si era perfino tirato dietro la vecchia bandiera della pace. Che ieri, però, poteva solo far venire in mente la pace dei sensi.”

Più che articoli sono attacchi di panico.


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Seminari di successo

Un anno fa partecipai alla Convention di un’ importante azienda dove ebbi modo di assistere all’ intervento di un quotato professore, docente di una prestigiosa università.

Il professore in questione, un signore di mezza età che si atteggiava alla George Clooney, senza averne tuttavia nessuna caratteristica, teneva uno speech (fa figo, vero?) sugli andamenti del mercato in tempo di crisi, il tutto rapportato ovviamente al settore dell’azienda che lo aveva invitato, ma infilando una serie di banalità, una dietro l’altra, che persino gli anziani frequentatori del bar al mio paese, avrebbero potuto argomentare con più cognizione di causa.

Ad un certo punto della presentazione, il professore ebbe l’alzata di ingegno, probabilmente per aumentare l’attenzione di una disinteressata platea, quasi totalmente maschile,  di raccontare aneddoti sulla vita in università (prestigiosa università, beninteso)  e sul suo ruolo di professore, che gli  permetteva di avere a che fare con uno stuolo di appetitose studentesse, sottolineando, con fare ammiccante e furbacchione, che le signorine in questione erano veramente delle stragnocche.

Ovviamente, recuperò immediatamente l’attenzione dei maschietti presenti, senza contare che, per la quasi totalità di loro, l’intervento del professore fu il più apprezzato di tutta la Convention.

Alla sottoscritta rimarrà sempre il rammarico di aver pensato, vigliaccamente, che alzarmi e uscire sarebbe stato considerato un atteggiamento da ‘casalinga bigotta’, anzichè da ‘donna in carriera’, e quindi di non averlo fatto.

Del resto i tempi non erano sospetti, la dignità della donna non era un argomento in voga, come in questi giorni.

In merito al ‘signore’ in questione, beh…sarà stato senz’altro un professore della Tommasi.

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Gingilli

Stasera ho perso un pò del mio tempo a leggere su L’Espresso l’elenco degli oggetti rinvenuti negli appartamenti occupati dalle ‘Olgettine’.

L’articolo riporta l’elenco delle ragazze, ne descrive brevemente il profilo, età, provenienza, indirizzo e, per ognuna di esse, la lista di gioielli e valori rinvenuti nelle loro stanze.

E sapete cosa vi dico? Considerato lo sputtanamento planetario cui sono oggetto, ecco, mi vien da dire che il Cavaliere non è stato poi così generoso.

Vabbè, tutte avevano l’orologio del Milan (capirai) e una certa quantità di ciarpame prezioso e firmato, buste contenenti denaro contante, tutte numerate in base alla destinataria…2…5….6….ogni ragazza un numero…ma, non ho letto niente di così favoloso da valere una giovane vita relegata in un residence, aspettando che qualche vecchio sporcaccione miliardario chiami per squallidi festini.

Ammesso che si possa ragionare in questi termini, senza fare il gioco di chi ha la responsabilità di tutto questo can can, di certo un gingillo di Damiani non vale una vita segnata a vent’anni.