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Knooking; lavorare a maglia con l’uncinetto

libro_knooking
In questi giorni su Crowdknitting, il social network dedicato agli appassionati di lavoro a maglia, ho avuto modo di leggere alcune interessanti discussioni sul Knooking, la nuova moda lanciata oltreoceano e approdata in Italia da qualche mese.
Ma di che cosa si tratta?
Sostanzialmente è uno strumento, e una tecnica, che vi permetteranno di lavorare con l’uncinetto ricreando i punti del lavoro a maglia! Infatti la parola knooking deriva da knitting with a hook = lavorare a maglia con l’uncinetto.
Il paese delle meraviglie per tanti appassionati che amano molto l’uncinetto ma vorrebbero ottenere anche il risultato di un classico capo lavorato a maglia.

Come vi accennavo, la tecnica prevede l’utilizzo di un uncinetto particolare, dotato di un foro all’estremità opposta all’uncino nel quale inserire un cavetto, necessario per la tecnica di lavorazione.
Su Amazon si possono acquistare kit per principianti e qualche manuale.
Come vi dicevo, leggendo gli interessanti commenti della amiche crowdknitters, sono riuscita a farmi qualche idea in più circa tecnica e lavorazione.
Giovanna, ad esempio, ha testato immediatamente il knooking al suo arrivo ed ecco le sue osservazioni:

“Fatto campione Knooking! (..) Ho fatto una prova senza fare caso agli errori e senza seguire uno schema, ma sperimentando diversi modi soprattutto di fare gli aumenti. Vi faccio una breve sintesi dei pro e contro che ho riscontrato con questo metodo:

– Perfetto per la lavorazione circolare ma va bene anche se vai avanti e indietro
– Va benissimo per lavorare anche poche maglie, superando alla grande la difficoltà che ciò comporta con i 4 ferri da calze e con i ferri circolari.
– Chi mastica un po’ di uncinetto non ha problemi perché è uguale come impugnatura e tenuta filo, senza avere il problema di impugnatura o di “gettare” il filo come per i ferri circolari ad esempio che per me sono quasi impossibili!
– Ti permette di inserire nel lavoro virtuosismi tipici dell’uncinetto: io ho inserito delle noccioline a punto alto e ho provato a usare la tecnica dell’angolo a uncinetto (…perché l’angolo nei quadrati deve essere un po’ più sporgente…e i ferri questo non lo permettono facilmente…)
– La lavorazione esteticamente è identica ai ferri: io non ho provato trecce o trafori e non so se questo è un po’ più ostico con il filo dentro…ma forse no… – E’ quasi impossibile che ti cadano i punti (li perdi solo se proprio ti dimentichi di lavorarli ma si recuperano al giro dopo!)
– Io ho avuto difficoltà solo con il rovescio perché non lo prendevo in modo molto “naturale” …guarderò il tutorial che ho trovato…credo comunque che lavori che prevedono un continuo cambio dritto e rovescio (come le coste) siano un po’ ostici e sicuramente rallentino il lavoro rispetto ai ferri.”
Tutto questo a dimostrare (ancora una volta e se mai ce ne fosse ancora bisogno) che l’esperienza è fondamentale!

Probabilmente il knooking è utilissimo a chi non ama particolarmente i ferri (e non è il mio caso), in qualsiasi caso il risultato è veramente straordinario, quindi ho proprio voglia d provarlo.

Di certo nella nostra community si sta già diffondendo una preoccupante Knookingmania…avremo sicuramente molte altre occasioni per parlarne!

 

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Fulminate dall’uncinetto tunisino

Abilmente2013_13

Prima di questa edizione di Abilmente Primavera, che ci ha viste arrivare in fiera cariche di cesti colmi di ferri ed uncinetti, non avremmo mai pensato di ritornare a casa con altri “attrezzi del mestiere” ed invece, grazie alla affezionata amica Rosa, una vera esperta, abbiamo scoperto l’uncinetto tunisino e ne siamo rimaste letteralmente fulminate.

L’uncinetto tunisino e’ originario della  Tunisia, terra dei tappeti, infatti lavorandolo si  ottiene una trama simile appunto a quella dei tappeti. Si tratta di un uncinetto lungo quasi come un ferro, ogni riga del lavoro si compone di due fasi: l’andata dove si gettano i punti ed il ritorno dove si chiudono, sua caratteristica  è data dal fatto che il lavoro si esegue sempre sul diritto, senza mai voltarlo.

uncinetto tunisino

Sul mercato si possono trovare uncinetti rigidi, a due punte, oppure  flessibili con cavo intercambiabile per poter  affrontare lavori di una certa dimensione e come in tutte le arti che si rispettino, esistono i piccoli trucchi del mestiere che assicurano la buona riuscita .

Molto semplice da utilizzare, gia’ con il punto base la nostra fantasia ha iniziato a galoppare: giacchine stile “Chanel”, borse di vario genere ,semplici runner da tavola o tappetini.

L’ultimo giorno di Fiera, costantemente sotto la guida della “mitica Rosa”, qualcuna si e’ cimentata  con nuovi punti ed ha addirittura imparato a fare le noccioline. L’interesse verso questa tecnica di lavoro e’ stata notevole e tante signore si sono fermate al nostro tavolo incuriosite da questi lunghi uncinetti che stavamo utilizzando in maniera più o meno disinvolta . Nessuno ha resistito alle tentazione e alla  fine della fiera  (e’ proprio il caso di dirlo), ognuna aveva in borsa il proprio Tunisian Crochet.

Abilmente2013_14

Ma cerchiamo di conoscere meglio questa tecnica di lavoro, per farlo guardiamo questo video

Noi non abbiamo avuto particolari problemi ad imparare il punto base, presto vi insegneremo anche qualche altro punto perchè abbiamo come l’impressione che sarà lo strumento che andrà per la maggiore nei prossimi mesi!

 

 

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Arte Knit: i ritratti in lana di Cayce Zavaglia

Il realismo è impressionante, sembra di guardare foto ritratti modificati con un filtro di Instagram, invece siamo di fronte alla fantastiche opere di Cayce Zavaglia.

L’abilità nel ricamo della Zavaglia riesce a dare vita a ritratti straordinari, che solo da vicino tradiscono la loro vera natura; L’artista americana, originaria di St. Louis, ha in effetti un passato da pittrice, fino a quando non ha deciso di abbandonare i colori a olio per i gomitoli di lana

“Nel tentativo – afferma lei – di definire in modo nuovo il concetto di pittura”

L’artista crea i suoi ritratti utilizzando una antica forma di ricamo, il Crewelwork, di cui si  hanno le prime notizie da ormai 10 secoli ed è ancora oggi molto popolare; il disegno viene trasferito su una tela di lino o cotone, anche se possono essere utilizzati tessuti molti più leggeri come la seta e l’organza, e poi ricamato con questa tecnica a mano libera, utilizzando fili in lana appositamente adattati, la lana Crewel appunto, fili sottili e ideali, quindi, anche per essere unite in due tinte diverse nello stesso ago e dare vita a insoliti giochi di colore e toni.

La Zavaglia ha così dato vita a quello che la stessa artista definisce un moderno puntinismo, ispirandosi al movimento pittorico sviluppatosi in Francia sul finire del 1800

“Inizialmente è stato frustrante lavorare con una serie limitata di colori determinata dalla lana a disposizione (…) Al contrario della pittura, non avevo più la possibilità di mescolare i colori con le mani. Poi piano piano ho trovato il modo di intrecciare i fili in sequenze tali da fornire l’illusione di colori e toni differenti da quelli di partenza. Mi ritengo ancora una pittrice ed è difficile, per me, non considerare “dipinti” i miei lavori”.

La tecnica utilizzata da Zavaglia viene spiegata in questo bel video che dopo la pubblicazione ha avuto ben 50.000 visite…niente male vero?

 

 

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Sperimentando

Niente di speciale da raccontare…solo la frenesia di nuovi progetti, l’impazienza di vedere un lavoro che prende forma, l’incertezza del risultato, la delusione di una aspettativa, la gioia di una creazione nuova ed originale.

Questo si  prova quando si inizia un nuovo lavoro, pensato e creato nella mente, da riportare con ferri e  filo, figuriamoci se anche ‘i ferri del mestiere’ sono nuovi, se la tecnica è inedita e si scosta da quella abituale.

Ho iniziato a lavorare un bel filato mélange con i ferri circolari con punte intercambiabili Knit Pro ; nella mia testa ho visto uno scaldacollo da uomo, i punti semplici, essenziali..

Vediamo se le mani lo confezioneranno, se i ferri saranno accondiscendenti e se il filato sarà docile, insomma…aspetto anch’io di vedere il risultato!

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Lezioni da maglia: rivediamo l’avvio delle maglie

Negli incontri knit cafè la cosa che ho maggior difficoltà ad insegnare è l’avvio delle maglie.

Ovviamente perchè è la prima cosa che si approccia e sembra la più complicata, inoltre la mia tecnica non è la più semplice ed io…so fare solo quella! O meglio, per me è talmente automatico avviare le maglie nel mio modo che dimentico tutti gli altri.

Ecco quindi che ho pensato a questo post , una raccolta di video tra i tanti pubblicati su  YouTube circa le diverse modalità di avvio del lavoro.

In questo primo video viene spiegata la tecnica che utilizzo io, pubblicato da videofatalu

ed ecco un’altra tecnica, forse più semplice da ricordare, pubblicato da TheWoolShop

Infine il il metodo alternativo proposto da Un gomitolo al giorno

 

scegliete voi quello che vi sembra più chiaro e fate qualche prova…dai, è facile 🙂